admin Novembre 13, 2016 Nessun commento

Terremoti, danni e risarcimenti: in Italia l unica legge e’ la gestione dell emergenza, tra vuoti normativi e paradossi. Nel Paese dove almeno 24 milioni di persone vivono in zone a rischio sismico a coprire tutti i danni e’ solo lo Stato. Un anomalia rispetto a quanto avviene in altri Paesi europei, dove la gran parte dei i danni provocati dalle calamit sono coperti dalle compagnie di assicurazione. Non e’ un caso se l agenzia di rating Fitch ha stimato che l impatto sulle assicurazioni del terremoto che ha colpito il centro Italia sar limitato, a testimonianza della bassa copertura assicurativa nella zona interessata. Situazione simile in molte altre aree d Italia e diametralmente opposta a quella di altri Paesi europei, in cui stipulare polizze contro le calamità obbligatorio o semi-obbligatorio.

Da anni in Italia si discute dell introduzione di un sistema obbligatorio di polizze anti-terremoti. Il caso volle che pochi giorni prima del terremoto in Emilia Romagna, nel maggio 2012, fosse il governo Monti a prevedere l obbligo delle assicurazioni per gli edifici privati nella bozza del decreto legislativo 59. Nessuna traccia della previsione, pero’, rimase nel testo definitivo della norma durante l esame parlamentare. Nel novembre 2014, con l’alluvione in Liguria, la questione e’ tornata d’attualit con Graziano Delrio. A due anni di distanza pero’ ancora nulla di fatto.

E allora la domanda sorge spontanea. Se in pochi hanno l’assicurazione, chi e come paga i danni da terremoto? Il governo stanzia dei fondi per lo stato di calamit naturale, e da l parte un iter che ingloba sia la gestione dei pagamenti che la valutazione dei danni. Il capitolo finale e’ semplice: gli enti territoriali ( RegioniComuni) distribuiscono a chi ne ha fatto richiesta i fondi stanziati dal Governo. Nel mezzo, tuttavia, ci sono procedure dai tempi biblici, assai complesse e spesso inefficaci.

La diffusione delle assicurazioni per le calamit in Italia e’ bassa, come rilevato da un dossier del 2015 di Ania, l associazione delle imprese assicuratrici. Tra timidi tentativi, dibattiti politici e proposte, dunque, l Italia e’ rimasta indietro rispetto all Europa. Basta dare un occhiata a quanto avviene in Gran Bretagna, Spagna, ma anche Belgio, Danimarca e Francia, dove dal 1982 qualsiasi contratto di assicurazione si estende anche alle calamit naturali. Rispetto a questi paesi l’Italia e’ sottoassicurata anche per altri settori dell’assicurazione (polizza vita, fondo pensione ecc..). Segno che c’e’ una tendenza culturale che porta gli italiani a non pensare a come proteggere le cose realmente importanti (casa, vita e famiglia), mentre si spendono piu’ soldi per qualcosa che ha molto meno valore, come l’auto (l pero’ l’assicurazione e’ obbligatoria).

Tutto cio’ nonostante i costi di una polizza sulla casa che comprenda i danni da calamit naturali siano bassi. Queste sono cosiddette polizze a valore, ovvero con il rimborso dei danni che avviene in base al territorio (e ai rischi a esso legati) in cui si trova l abitazione. Le compagnie prevedono un rimborso per ricostruzione, sistemazione a nuovo o acquisto di un nuova casa, in base ai danni subiti e alle clausole contrattuali. Per stabilire il costo e’ importante anche la grandezza della casa visto che le tariffe sono al metro quadrato. Si va dai 2,50 al metro quadro per i territori a basso rischio sismico fino ai 3,50/4 al metro quadro per gli immobili situati in zone ad alto rischio di terremoto. Se sommata al costo minimo di partenza, in soldoni si va da un minimo di 250 ad un massimo di 400 l’anno. Una cifra tutt’altro che astronomica per proteggere cio’ che hai di piu prezioso.