admin Novembre 12, 2016 Nessun commento

Il ramo salute finalmente si muovea . Adesso e’ tempo di pensare insieme, tutte le forze in gioco, a un sistema pubblico-privato che si faccia carico del bisogno dei cittadini: abbiamo letto di tanta gente che ha dovuto ritardare o rinunciare alle cure , se avessero scoperto il valore delle assicurazioni non si sarebbero trovati in quella situazionea . Parole queste, della presidente dell’associazione nazionale tra le imprese assicuratrici (Ania) Maria Bianca Farina che, in occasione della presentazione del rapporto annuale, ha fatto un bilancio dell’anno passato, chiuso in maniera sicuramente positiva per le compagnie assicuratrici. a Il 2015 per le assicurazioni e’ andato bene – dice Maria Bianca Farina – abbiamo incassato 145 miliardi di premi ma cosa ancora piu’ importante abbiamo erogato prestazioni agli assicurati tra i rami vita e danni per  150 miliardi: il 9% per del nostro pila . Nonostante questo, restano negativi i numeri dell Rc auto, tradizionale gallina dalle uova d oro per le compagnie. Il calo dei proventi non si arresta, e lo scorso anno i premi raccolti da tutte le compagnie che operano in Italia attraverso le polizze auto sono ammontati a 15 miliardi di euro, il 6,5% in meno rispetto al 2014. Questo, in virtu’ del fatto che, come ha spiegato Farina, il prezzo medio della polizza in Italia e’ sceso a 439 euro, quasi il 20% rispetto a tre anni fa. Il Codacons ha contestato il dato facendo notare che e’ vero che si assottiglia la differenza tra i costi delle polizze italiane e costi medi dell rc auto nei principali paesi europei, pero’, allo stesso tempo, rimanere enorme il divario tariffario tra nord e sud Italia: gli assicurati residenti in regioni come Campania, Puglia e Calabria proseguono ad essere tartassati, nonostante la diminuzione dei sinistri e delle truffe e l installazione della scatola neraa . Sempre secondo il Codacons, per assicurare un’automobile a Napoli a si spende mediamente poco piu’ di 1.000 euro, ma si possono raggiungere anche i 2.800 euro, in Valle D Aosta ne bastano 310 euro .

Resta il fatto che ormai non si vive piu’ di solo auto. Di qui l urgenza di diversificare. Non siamo piu’ solo auto. Non lo siamo mai stati – sostiene Farina – E necessario che il mondo si renda conto del valore della copertura assicurativa e mai come in questo momento le sfide che il Paese ha davanti presuppongono proprio l intervento di questo strumento che e’ il migliore per proteggere i cittadini e il Paese da tanti cambiamenti e da tanti bisogni emergenti .

E poi, appunto, c e’ il ramo salute. In crescita si’, ma non ancora cosi’ veloce. In Italia, rispetto al resto d’Europa, la crescita del welfare e dei servizi assistenziali procede a rilento. L’assicurazione e’ lo strumento che puo’ far fronte a questa mancanza, perche’ se gli italiani avessero le assicurazioni sulla salute non dovrebbero rimandare le cure o attenersi ai tempi della sanit italiana.